L’amianto è ancora un problema?

L’amianto è un minerale caratterizzato da una struttura fibrosa e le sue caratteristiche principali sono la resistenza al fuoco ed al calore.

Questo minerale è stato bandito, per legge, da qualsiasi impiego edilizio.

 

 

In passato si è fatto un ampio uso dell’amianto in edilizia, in quanto questo materiale possedeva delle caratteristiche molto ricercate da parte delle aziende; infatti l’amianto è particolarmente resistente alla trazione, usura e corrosione, ed in più la sua innata leggerezza lo rende un prodotto adattabile a qualsiasi tipo di costruzione.

L’amianto ha trovato anche largo impiego nell’industria termica e navale, ed oggi questo materiale è presente in ogni dove, anche nei luoghi dove lavoriamo o nelle case dove viviamo.

 

Si sapeva sin dagli anni ‘50 che l’amianto fosse pericoloso e già allora era considerato cancerogeno, tuttavia dobbiamo aspettare il 1992 per avere la prima normativa che regolamenti l’attività di commercializzazione, utilizzo e smaltimento di questo minerale sul territorio italiano. Questa legge aveva come obiettivo principale quello di limitare la diffusione dell’amianto in ogni settore produttivo.

Tuttavia nonostante tutte le misure che sono state prese negli ultimi anni in Italia sono ancora presenti 2 miliardi di metri cubi di coperture in fibrocemento, e questi rischiano di causare dei grandi problemi di salute.

In Italia esistono ancora 57 aree critiche che devono essere ancora bonificate ed il rischio riguarda circa 6 milioni di italiani, e nelle zone critiche le possibilità di prendersi un tumore sono 4 volte maggiori rispetto alla media italiana.

Cos’è la bonifica?

Quando parliamo di bonifica ci riferiamo a tre diversi tipi di intervento:

  • L’incapsulamento: rivestire il manto di copertura con una pellicola che ha la funzione di “fissare” le fibre in amianto e di impedirne la dispersione)
  • La sovracopertura: cioè quando si sovrappone un altro materiale all’amianto, come ad esempio una lamiera
  • La rimozione: questo è l’intervento più radicale che esiste e comporta la totale eliminazione dell’amianto.

Il tipo di bonifica richiesto dipende dal grado di rischio esistente, ad esempio un tetto può essere stato costruito con l’amianto, tuttavia il rischio non è molto elevato, in questo caso non c’è bisogno di procedere alla rimozione dell’amianto.

Tuttavia il proprietario dell’immobile se prende la decisione di non procedere alla rimozione dell’amianto, ha l’obbligo di assumere un Responsabile del Programma di Controllo e Manutenzione; cioè un tecnico che ha il compito di prevenire i rischi associati all’amianto avvertendo gli abitanti ed i manutentori di tutti i rischi che l’amianto comporta sia per la salute delle persone che per il benessere ambientale.

Esistono due tipi di manufatti in amianto:

  • Quelli in matrice compatta, come coperture, camini etc
  • Quelli in matrice friabile, questi sono molto più pericolosi in quanto la possibilità che si disgregano nell’ambiente sono molto più alte.

I rischi per la salute sono legati alla possibilità di respirare le fibre dell’amianto che si sono disperse nell’aria.

Le malattie che si possono legare all’inalazione dell’amianto sono l’asbestosi, questa non è una malattia letale, tuttavia riduce notevolmente le capacità respiratorie, e il mesotelioma pleurico, questo tumore si svela dopo anche 30 anni di esposizione all’amianto e quanto si svela è impossibile da guarire.